creazione originale Carlo Massari
con Carlo Massari, Emanuele Rosa, Giuseppina Randi

 

Nel nuovo spettacolo Beast without beauty ritornano i temi costitutivi dell’estetica di C&C company attraverso la costante dialettica fra i corpi come pratica di scrittura drammaturgica e l’arte scenica del performer come conoscenza di sé e portatrice di una memoria collettiva. Il linguaggio adottato da Carlo Massari si offre a un doppio uso, dando la possibilità di lavorare per astrazioni e nello stesso tempo permettendo di fare ricorso a frammenti della cultura artistica europea, dalle composizioni di Wagner ai testi di Brecht e di Beckett, come segni eterocliti da inserire nella complessità dell’opera. Nel duello scenico, in cui vi è in palio l’affermazione di un ruolo, di un’identità e in generale la sopravvivenza degli individui, Carlo Massari ed Emanuele Rosa plasmano e reificano il tema del potere dando vita a un evento teatrale come un momento dove attori e spettatori, riconoscendosi nella spaventosa ferinità dell’essere umano, partecipano ad un vitale processo comunitario di apprendimento.

EDOARDO BORZI | Giuria

 

La crudeltà nelle relazioni e meccanismi di potere, legata al tema “Domino” scelto per la settima edizione di Crash Test al Palalido a Valdagno, è stata sviluppata dalla bresciana C&C company attraverso la danza. In “Beast without beauty” (“bestia senza bellezza”) i danzatori e performer Carlo Massari ed Emanuele Rosa, sotto lo sguardo del personaggio osservatore , immobile ma presente, di Giuseppina Randi, riescono completamente, con i loro movimenti, sguardi ed effetti sonori, nell’intento di rappresentare la violenza borghese, dove, nella rincorsa per un ruolo di prestigio sociale, tutti lottano contro tutti e dilaga un perverso desiderio di possesso sessuale. L’unico deterrente al non aggredire l’altro è, in un ambiente dove regnano l’apparenza e la finta buona educazione, il timore superficiale di non sbavarsi il trucco o rovinarsi la messa in piega. Ed ecco, quindi, che anziché a colpi di coltello, la guerra nascosta e repressa, fino all’implosione finale, si gioca a colpi di cinismo, meschinità ed opportunismo.

LAURA GUARDUCCI | Giuria

 

Un’ombra. Un’ombra luminosa danza nel mattino. Un cervo. Meraviglioso cervo selvaggio, creatura mitica e sacra, creatura nobile simbolo di bellezza. Io ti voglio. Imbraccio il fucile: BOOM! BOOM! BOOM! Un cervo. Meraviglioso cervo imbalsamato, testa regale e ornamentale, trofeo prestigioso simbolo di sacralità. Resta con me, lasciami far danzare il tuo cadavere per farmi compagnia, resuscita e amami, fammi toccare i tuoi lunghi capelli biondi, fammi vedere che mi ami, con la tua pelle bianca, e che sei vero e che sei mio – nobile, sacro cervo estinto! Lei ci guarda. Ci guarda e festeggia immobile, non un fremito, non un gemito. Io posso far vivere uccidendo, lo vedi? Io posso. Io posso e io posso. E lo voglio dire a tutti che io posso. Io posso e lo dirò a tutti che io posso e che solo l’imprevisto può interferire, mi può guidare, mi può dialogare e, per un momento, destabilizzare. È solo un momento, non preoccuparti, fidati di me, anche se la parrucca è caduta, i baffi saltati, vieni con me, e dillo con me che io posso – tu puoi con me, dai! -, tanto lei non ci guarda,
tanto lei non parla, congratuliamoci, sacralizziamoci, tanto lei… TOC! No. No che non si è mossa. Tu l’hai vista? E allora, no. Non è successo niente. Brindiamo.

ELENA ZETA | Giuria

 

In "Beast without beauty" della C&C company si racconta di come il potere senza un debole non può esserci e questo leit motiv ci viene ricordato in ogni sequenza della performance. Un abbraccio ed un bacio si possono trasformare in una stretta di mano di convenienza. La fluidità dei movimenti e l'espressività dei performer arricchiscono e completano lo spettacolo. La risata di una bambina in sala ci ricorda quali sono le priorità della vita di ciascuno. E forse, ha capito più lei dello spettacolo, che noi adulti.

MARTINA COLUCCI | Giuria