Spettacoli

LA COMMEDIA DELLA FINE DEL MONDO

regia Giorgia Peruzzi
testo di Giuliano Scabia
con Filippo Albiero, Giovanna Bartolotta, Giovanni Baruffa, Francesco Callegaro, Ester Callegaro, Angela Marangon, Marco Pasquale, Maria Perardi, Anna Peretto, Giorgia Peruzzi, Riccardo Peruzzi, Vittoria Rossino, Leonardo Zaupa, Oscar Zini e Giuliano Scabia

Tragedia comica con dinosauri, meteorite, Autore e un topino eremita che annuncia l’avvicinamento e la caduta del "sasset" che porrà fine alla civiltà dei "Dini". Come in un racconto a filò, siamo chiamati ad interrogarci sul nostro lato oscuro e sul mondo in cui stiamo vivendo e di cui dovremo sentirci responsabili custodi. Una commedia parlata in una lingua, quella dinica, inevitabilmente destinata all’estinzione assieme a coloro che la parlano. Un teatro di questioni serie discusse con la leggerezza propria della poesia di Giuliano Scabia, capace come sempre di guardare al mondo come ad una favola meravigliosa.

GIULIANO SCABIA
Poeta, drammaturgo, narratore, attore, regista e pedagogo: in più di cinquantanni di carriera Giuliano Scabia esplora il teatro come luogo di incontro e di scontro, di celebrazione di miti collettivi e spazio della poesia. Tra le sue esperienze più note vi è la collaborazione con Franco Basaglia in un progetto all'interno dell'ospedale psichiatrico di Trieste nel 1973, da cui prende vita il mito di Marco Cavallo. Nelle numerose pubblicazioni ricorre la necessità di una mitologia dei nostri luoghi come nei racconti su Nane Oca. Il Teatro Vagante di Giuliano Scabia è in stretto, intimo rapporto con la vita, è un teatro colto senza essere esclusivo, è teatro di partecipazione che trova il suo spazio tanto in un’osteria quanto in una casa privata o in un teatro.

 

DISTOPIA                                                                            

regia Alessandro Sanmartin
collaborazione alla regia Francesco Callegaro
con 40 studenti dei laboratori teatrali degli istituti superiori vicentini Trissino, Quadri, Boscardin.

Catapultati in un mondo e in un tempo che sentiamo nostri anche se non lo sono, siamo solo spettatori e testimoni. Viviamo dall'interno un accadere sul quale non abbiamo alcun controllo. Ci viene data la possibilità di visitare un altrove possibile, un futuro nel quale le cose sono già successe, le occasioni già perse, le possibilità esaurite. Viaggiando a metà tra una fiaba e un'infausta premonizione, Distopia ci regala un visionario paesaggio, abitato da giovani sopravvissuti che ricadono inevitabilmente nei nostri stessi errori, quelli dei loro antenati. È troppo tardi per reagire a tutto questo, ma nel nostro presente, fuori dal teatro, non siamo solo spettatori: qui e ora possiamo fare in modo che questa Distopia sia e rimanga... soltanto uno spettacolo.

LIVELLO 4
Livello 4 è un collettivo teatrale fondato a Valdagno (Vicenza) nel 2010 con lo scopo di contagiare attraverso le arti ed offrire alternative culturali nel territorio. L'associazione porta avanti congiuntamente tre vocazioni: la compagnia teatrale, l'organizzazione di eventi culturali e la formazione teatrale nelle scuole e in altri contesti. Dal 2010 ad oggi Livello 4 ha svolto più di 70 laboratori in tutti i livelli di scuola (materna, primaria, secondaria inferiore e superiore) e per adulti, conseguendo anche numerosi riconoscimenti. Dal 2012 l'associazione è attiva nell'organizzazione di CrashTest Teatro Festival; ospitando negli anni più di venti giovani compagnie di teatro e danza, oltre a esperti, critici e artisti, con spettacoli, incontri, e progetti di formazione pratica (laboratori) per attori, per ragazzi, per il pubblico.

 

P!NK ELEPHANT                                              

di/con Siro Guglielmi
coreografia e performance Siro Guglielmi
musiche Alessio Zini e Cristiano de Palo
costume Siro Guglielmi

P!nk elephant è la danza compiuta attorno all'oggetto amato, al fine della sua ricerca e del suo desiderio. Desiderare è ciò che orienta l’individuo, lo attrae e ne determina lo sguardo. Sapere ciò che si desidera traccia la direzione da seguire, l’energia che spinge l'uomo ad un cammino, il motore del nostro movimento. È la ricerca d’espressione di un corpo in continuo desiderio di trasformazione. È una danza leggera e spontanea che tenta di portare lo spettatore a riflettere sul ruolo delle aspettative sociali nei confronti del corpo, di come queste ci condizionino nel decidere che forma esso debba assumere. La lotta per la liberazione del desiderio è lotta per la riconquista della vita, per il superamento della sopravvivenza angosciosa, ruolizzata, in cui viviamo e che ci separa gli uni dagli altri.

SIRO GUGLIELMI (Vicenza)
Siro Guglielmi ha completato la sua formazione come danzatore presso la Scuola del Balletto di Toscana a Firenze. Ha danzato per la compagnia giovanile Junior Balletto di Toscana, con il teatro Maggio Musicale Fiorentino in Magda, per DanceCyprus, per il coreografo israeliano Itamar Serussi Sahar e per la compagnia Balletto di Roma. Dal 2017, la sua prima creazione p!nk elephant è stata presentata in festival come Opera Estate Festival Veneto, Interplay Torino, Bolzano Danza e la vetrina della Giovane Danza D'Autore. Il suo lavoro è stato selezionato, presentato e promosso dalla rete italiana Anticorpi XL. Le sue creazioni sono prodotte e supportate da: Associazione Culturale Zebra, CSC centro per la scena contemporanea a Bassano del Grappa, Teatros del Canal (Madrid).

 

ICARO                                                          

di/con Serena Gatti e Raffaele Natale
versi Serena Gatti
musiche originali Raffaele Natale

Il mito vede in Icaro colui che va fuori dalle regole, vola contro il sole e per questo viene punito con la morte. Qui Icaro non muore, lo cogliamo con uno scheletro d'ali. Il suo andare contro le regole non è, come si crede, orgoglio, ma l’atto ribelle e folle di intraprendere una strada alternativa in opposizione al potere costituito. Icaro cade non perché si è montato la testa, ma perché ha il terrore e il desiderio della vita. Si trova nel mondo di oggi, a vivere un’altra possibilità. È come un disadattato che non riesce ad omologarsi. La società da un lato lo accoglie come un mito, dall’altro non lo capisce e lo reputa un idiota, un disabile, un perdente, un sognatore, un disobbediente da condannare perché non rispetta le regole. Nonostante la caduta, Icaro tenta ancora il volo, tende all’estasi, alla bellezza estrema, pericolosa e vitale al tempo stesso. È un inno al fallimento e alla perdita di controllo, al rischio, al perseguire il proprio anelito, al non omologarsi, all’accettare di essere sconfitti, perdenti, come alieni nel mondo. “L'ultimo schianto, il più crudele è vivere, senza tentare, a quello non mi voglio rassegnare”.

AZUL TEATRO (Pisa)
Azul Teatro è una compagnia fondata da Serena Gatti, attrice, autrice, performer nel 2005. È un campo di incontro di artisti di provenienze diverse, uniti da un comune modus operandi. Azul porta avanti una ricerca teatrale a partire dal sincretismo dei linguaggi, dando vita a creazioni teatrali le cui costanti sono musica dal vivo, poesia, immagine e movimento. Da tempo crea anche per luoghi non convenzionali eventi originali e unici. La compagnia conduce seminari di teatro e di composizione musicale. L'obiettivo è incontrare le persone, parlare ai loro sensi, scegliere tra i segni i più necessari, i più onesti. Azul Teatro è stato tra i finalisti di CrashTest 2016 Decibel, con lo spettacolo Canto.

 

IL CORO DI BABELE                                                

regia Claudio Zappalà
con Chiara Buzzone, Federica D’Amore, Totò Galati, Roberta Giordano, Claudio Zappalà

Il Coro di Babele è uno spettacolo che affronta il tema della migrazione di giovani italiani che lasciano la loro terra d’origine. Una migrazione che sradica le radici ben piantate nella terra d’origine per trapiantarle in una nuova terra, straniera. Attualmente sono quasi 5 milioni gli italiani che hanno deciso di trasferire la loro residenza all’estero, senza contare tutti i giovani che, sfuggendo alle statistiche ufficiali, cercano fortuna a Londra, Parigi, Berlino, tutte città che chiameremo: Babele. Il Coro di Babele è il racconto di tante voci che tessono un'unica storia. Cinque racconti di altrettanti migranti che viaggiano nei voli low cost. È un canto melanconico e nostalgico, ma anche divertente e irriverente. È la storia di chi vive a Babele, di chi lascia una casa per cercarne un’altra. Cosa dovremmo fare? In questo migrare di corpi e di anime le storie si intrecciano e si confondono, come le lingue, gli amori, i drammi, le gioie, la malinconia, la voglia di conoscere, il desiderio di tornare.

BARBE À PAPA TEATRO (Palermo)
Barbe à Papa Teatro è una compagnia teatrale nata nell’estate del 2018 e composta da Chiara Buzzone, Federica D’Amore, Totò Galati, Roberta Giordano, Pierre Jacquemin e Claudio Zappalà. Una compagnia che mette insieme attrici e attori tra i 25 e 31 anni provenienti da percorsi formativi differenti e che sulla diversità fonda il proprio valore. Barbe à Papa Teatro realizza le proprie produzioni a Palermo. Il coro di Babele è il primo spettacolo della compagnia e ha vinto la menzione speciale al Premio nazionale giovani realtà del teatro 2018 – Accademia Nico Pepe e la compagnia è risultata vincitrice del bando Residenza Bellandi 2019.

 

ERA MEGLIO NASCERE TOPI                                                                               

regia Amedeo Anfuso
con Marco Gottardello e Debora Benincasa
drammaturgia Debora Benincasa
scenografia Andrea Gagliotta
costume Andrea Portioli

Era meglio nascere topi racconta la storia di una piccola cittadina di periferia in cui viene istituito un campo nomadi. La reazione di protesta della popolazione è immediata: un presidio permanente di fronte al campo per convincere le autorità a spostare i rom da qualche altra parte, qualunque purché lontana. Lo spettacolo si concentra sulle giornate intorno al 31 dicembre, in cui i presidianti si preparano alla “Grande Festa di Capodanno”. Tutti sono stretti contro il nemico, rappresentato dalle ombre che stanno al di là della rete. Il lavoro nasce da un percorso umano, che non si esaurisce sulla scena e propone una riflessione sul nuovo razzismo. Nessuno ha colpa, ma l’odio continua a circolare e a respirare tranquillamente. Nessuno ha colpa, ma quando l'aria è carica di odio è molto più facile trovare un fucile e sapere esattamente contro chi sparare. 

ANOMALIA TEATRO (Torino)
Anomalia Teatro è un progetto associativo nato a Torino nel 2016. È una compagnia indipendente che produce e distribuisce il proprio teatro, orgogliosamente popolare, curandone personalmente tutto il processo creativo. Sta continuando a lavorare a nuove produzioni e collaborazioni, così da coinvolgere sempre più pubblico in ciò che ama. Si dedica alla formazione teatrale e cura la direzione artistica del circolo ARCI torinese Anatra Zoppa. Era meglio nascere topi è vincitore del bando di coproduzione del Teatro Studio Uno di Roma, del bando Re.Te.Ospitale della Compagnia Teatrale Petra e inserito nella stagione 2019/20 del Teatro Stabile di Torino.

 

PORTAMI CON TE  

azione performativa pubblica a cura del collettivo artistico "Jennifer Rosa"
con i partecipanti del laboratorio performativo

Il workshop è volto alla creazione di una performance in spazio urbano. Le parole di una canzone saranno il fulcro del lavoro: a partire dalle lettere che le compongono, si darà vita a un alfabeto di gesti, un repertorio di azioni, da attraversare da soli o in gruppo. Dare corpo a una canzone, far sì che le parole diventino fisicamente segno, carne e massa, fiato, pelle, spazio, connessione. Un agire collettivo, dove sensibilità, ascolto, energia siano chiamate alla presenza, a un’intensificazione dell'umano, a ciò che infine conta davvero. Lasciando che le parole siano luogo aperto-scoperto, percorse dal movimento e da tanti sensi, che fluttuino e palpitino, se dentro ci scorre la vita.

JENNIFER ROSA (Vicenza)
Jennifer Rosa è un collettivo di ricerca in arte contemporanea attivo a Vicenza dal 2005. A partire da un nucleo di performer e autori provenienti essenzialmente dalla danza contemporanea – Chiara Bortoli, Francesca Raineri, Francesca Contrino, Vasco Manea, la ricerca del collettivo è andato via via espandendosi nella direzione della performing art e delle arti visive, anche attraverso la collaborazione e gli apporti di Fiorenzo Zancan, videoartista, e di Andrea Rosset, fotografo. Dal 2011 il collettivo ha un suo studio a Vicenza, il VOLL. Il corpo, la figura umana, la presenza, il tempo dell’esserci e dell’accadere sono i temi principali di un’esplorazione che si articola attraverso la performance, il video, la videoinstallazione, la fotografia. Lontano dal racconto, dai modi del rituale teatrale e della rappresentazione, Jennifer Rosa sceglie uno spazio estetico di confine, in bilico tra quotidiano e artificio, corpo e immagine, trasporto emozionale e lucido esercizio, caos e linguaggio. E’ uno spazio di tensioni opposte, un luogo di esperienza soggettiva osservato da un punto di vista quanto più possibile oggettivo, grazie alla costruzione di particolari setting o dispositivi.